Tutte le donne del mondo
Utente: Ofelinha

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Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
Fernando Pessoa
(...)Ho sognato di più di quanto Napoleone abbia realizzato./ Ho stretto al petto ipotetico più umanità di Cristo./ Ho creato in segreto filosofie che nessun Kant ha scritto./ Ma sono, e forse sarò sempre, quello della mansarda,/ anche se non ci abito;/ sarò sempre quello che non è nato per questo;/ sarò sempre soltanto quello che possedeva delle qualità;/ sarò sempre quello che ha atteso che gli aprissero la porta davanti a una parete senza porta,/ e ha cantato la canzone dell'Infinito in un pollaio,/ e sentito la voce di Dio in un pozzo chiuso./(...)
Sylvia Plath
(...)Non volevo fiori, volevo soltanto/ sdraiarmi a palme in su completamente vuota./ Come si sia liberi, non avete idea quanto liberi -/ la pace e' cosi' grande che abbaglia,/ non chiede nulla, un'etichetta col nome, qualche bazzecola./ Con questa, alla fine, chiudono i morti; li immagino/ masticarsela come un'ostia da Comunione./ I tulipani sono troppo rossi in primo luogo, mi feriscono./ Anche attraverso la carta da regalo li sentivo respirare/ piano, attraverso la bianca fasciatura, come un bimbo mostruoso./ Rossastri parlano alla mia ferita, le rispondono./ Sono traditori: sembrano ondeggiare, anche se mi tirano giu',/ scompigliandomi con le loro lingue inattese e il colore,/ una dozzina di rossi piombi intorno al mio collo./(...)
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Incipit "Herzog" Saul Bellow
“Se sono matto, per me va benissimo cacciarmela, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi in maniera un po' stramba, si sentiva pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d'essere stregato, e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si trascinava dietro una valigia piena di carte. Se l'era portata, quella valigia, da New York a Martha's Vineyard. Ma da Martha's Vineyard era riscappato indietro subito; due giorni dopo aveva preso l'aereo per Chicago, e da Chicago era filato in un paesino del Massachusetts occidentale. Lì, nascosto in mezzo alla campagna, scriveva a più non posso, freneticamente, ai giornali, agli uomini pubblici, ad amici e parenti e finì per scrivere pure ai morti, prima ai suoi morti e poi anche ai morti famosi."
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martedì, 29 settembre 2009
Da Zero ad AnnoZero
Scritto da: Ofelinha alle ore 10:47 | link | commenti | categoria:
sabato, 29 agosto 2009
Ombra
La mia ombra è come un buffone
dietro la regina. Quando lei si alza,
il buffone sulla parete balza
e sbatte nel soffitto col testone.

Il che forse a suo modo duole
nel mondo bidimensionale.
Forse al buffone non va la mia corte
e preferirebbe un diverso ruolo.

La regina si sporge dal balcone
e dal balcone lui si butta giù.
Così hanno diviso ogni azione,
però a uno ne tocca assai di più.

Si è preso il merlo i gesti liberali,
il pathos con la sua impudenza
e tutto ciò per cui non ho la forza
- corona, scettro, mantello regale.


Lieve sarò, ah, nell´agitare il braccio,
ah, lieve nel voltare indietro il capo,
sire, nell´ora del nostro commiato,
sire, alla stazione ferroviaria.

Sire, in quel momento sarà il buffone
a sdraiarsi sui binari alla stazione.

Wislawa Szymborska
Scritto da: Ofelinha alle ore 19:06 | link | commenti | categoria:
domenica, 23 agosto 2009

maggio"...Considero i Maggi come altrettante scintille cadute dal fuso o dal razzo che espresse e portò fino a noi l'episodio di Paolo e Francesca e il Trovatore. Abbiano o no le loro radici nelle antiche e Sacre rappresentazioni, i maggi sono melodrammi che non furono mai musicati e che probabilmente non ebbero bisogno di musica (o di una musica scritta invariabile)".

Eugenio Montale
Scritto da: Ofelinha alle ore 18:29 | link | commenti | categoria:
lunedì, 17 agosto 2009
Misure anti - Mala ora (chi vuole e può capire... capisca.)
Padre Angel si sollevò con uno sforzo solenne. Si stropicciò le palpebre con le ossa delle mani, scostò la zanzariera di tulle e restò seduto sulla stuoia spelacchiata, assorto per un attimo, il tempo indispensabile per rendersi conto di essere vivo e per ricordare la data e il suo riscontro nel martirologio. "Martedì quattro ottobre" pensò; e disse a voce bassa: «San Francesco d'Assisi».
Si vestì senza lavarsi e senza pregare. Era grande, sanguigno, aveva una pacifica figura di bue mansueto, e si muoveva come un bue, con gesti densi e tristi. Dopo aver corretto l'abbottonatura della tonaca con la solerzia languida di dita che controllano l'accordatura di un'arpa, fece scorrere il paletto e aprì la porta del patio. I nardi sotto la pioggia gli fecero ricordare le parole di una canzone.
«"il mar crescerà con le mie lacrime"» sospirò.
Scritto da: Ofelinha alle ore 20:23 | link | commenti | categoria:
lunedì, 10 agosto 2009
L'altro lato della medaglia

.

Scritto da: Ofelinha alle ore 11:07 | link | commenti (5) | categoria:
giovedì, 30 luglio 2009
Culo di traverso...
Perchè mi gira? Torna dritto...
Scritto da: Ofelinha alle ore 13:11 | link | commenti | categoria:
giovedì, 23 luglio 2009
Loving Puccini
Scritto da: Ofelinha alle ore 14:23 | link | commenti | categoria:
sabato, 16 maggio 2009
Allo specchio

DSCF1404

Scritto da: Ofelinha alle ore 21:20 | link | commenti (2) | categoria:
lunedì, 06 aprile 2009
Gio, basta così.

Gio, basta così.
TING! Il carrello è arrivato a fine corsa
ecco una nuova riga bianco latte
il foglio diventa fluido liquido morbido
umido sudario di vaniglia
candida barca-sarcofago
(50 cm di larghezza 50 cm di profondità 175 cm di lunghezza
ma solo perchè devo starci comoda!
I margini sono essenziali!)
Mi perdo poi mi sento di nuovo (viva?)
e comincio a scrivere
parole di sangue e latte
in questo latte di carta
una caramella coperta di formiche nere
soldatini ubriachi che rompono le file
parole a treno per nonsodove
una due tre
E il senso?
Il senso? I sensi!
Il senso dopo.
Lo aggiungo alla fine del piatto.
Prima indurisce affloscia modifica il gusto.

Per ripulire tutto potresti usare una di quelle penne che si cancellano
quelle per bambini
tanto non cancellerai nulla
non c'è proprio nulla che sia lavabile
prova semmai a imbrattare tutto
Si!!
Prendi un tubetto di tempera rossa e divertiti!

In questo pasticcio di colore 
improvvisamente ti vedo

Ti nascondi lì nello spazio tra pensiero e parola
nella frazione che precede lo scontro tra bianco e colore
nel fermoimmagine di gocce rosse in corsa verso la superficie liscia
nell'attesa
E' per questo che so che ci sei
e vivi anche ora nello scorrere delle dita sul foglio
Le mie dita non sono sole!

Scritto da: Ofelinha alle ore 11:37 | link | commenti | categoria:
mercoledì, 01 aprile 2009
Solitario (non si vince quasi mai)

Strade usuali della mia infanzia
Solchi scavati sotto le palpebre rimossi con rabbia ritracciati cancellati ridisegnati con dolcezza 
Linee nere di trucco ad allungare lo sguardo oltre l'orizzonte possibile
Rete sottile di vene bluastre diario degli anni
Passi percorsi a ritroso sulla linea della vita di un dio-mago
Polifemo delle mie mattine

Passanti  "Buongiorno!"
Passanti di un minuto un'ora un anno.

Non una lira nel portafogli rosa antico a fiori rossi appassiti.
Acqua! 

Guardo attraverso questo vetro di nebbia luminosa
e il suono si spegne in un ticchettio 
acuto lieve sordo nulla.

Un'altra notte di occhi in fiamme
in un letto di carta e inchiostro e mani giunte e piedi incrociati.
Sono perfetta per una morte improvvisa!
 

Scritto da: Ofelinha alle ore 15:59 | link | commenti (1) | categoria: